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Odi55ea – A Journey INTo 55 Experience

Odi55ea – A Journey INTo 55 Experience

Odi55ea – A Journey INTo 55 Experience

AWER – KUNOS – SHINEROYAL

15/05/2010 – 30/07/2010
presso Galleria Magenta 52 – Vimercate

 

PROGETTO
Il progetto Odi55ea trae ispirazione dalla celebre opera di Omero.
Awer, Kunos e Shineroyal raccontano il loro personale viaggio basato sul poema epico rivivendo e rivisitando ora le tematiche, ora la simbologia, ora l’iconografia classica trascinandola nel contesto urbano.
Articolandosi su vari supporti e scenari, proporranno un percorso visivo in cui spazio e tempo sono scanditi dal ritmo visivo della metropoli in movimento.
Oltre alla riqualificazione di alcuni muri della zona, la mostra prevede infatti installazioni semi-permanenti tra strada e galleria: lo spazio antistante e la galleria stessa saranno quindi la tappa finale del viaggio epico.

DIPINTI
Awer, Kunos e Shineroyal presentano una selezione di opere, che reinterpretano in libertà le tematiche dell’opera Prima “rivissute” attraverso tele, carta, installazioni polimateriche e tanto colore.
Le analogie nascono da semplici giochi di parole, come da suggestioni visive rapportate al quotidiano; dall’accostamento di simboli classici a loghi moderni, in un continuo alternarsi tra “Passato Mitologico” e “Realtà Metropolitana”. Immersi nel flusso narrativo, stravolgendo le canoniche proporzioni dell’intreccio,
estrapoleranno alcuni frammenti chiave della storia filtrandoli attraverso un immaginario che racconta di vernice, markers, acrilico, resine, china.

PELUCHES/INSTALLAZIONI
Cecilia Dosi presenta 2 differenti taglie di Peluches che rappresentano le famose icone dei 3 artisti; una personale rielaborazione in bianco e nero, fedele ai disegni che per anni sono comparsi sui muri delle principali città italiane.
Si tratta di puppets di pile e felpa, realizzati per mezzo di cuciture a mano e macchina, esclusivamente realizzati per la mostra in galleria.
Parallelamente alle “installazioni morbide”, saranno proposti una serie di puff e cuscini legati all’immaginario street di Awer, Kunos e Shineroyal.

Testo di Alessandro Guerriero

Credo che tutti i dialoghi sulla preminenza infinita dello spirito dimentichino il corpo,
allora cerco di fare cose che aprono gli infiniti orizzonti di un corpo in circolo con lo spirito.

Credo che l’astrazione nasca dalla funzionalità scissa dal simbolico (e viceversa),
allora cerco di fare cose che non scordano la dura concretezza di necessarie unioni.

Credo che la verità abiti territori diversi da quelli della pura ragione,
allora cerco di fare cose che conducono al cuore di quelle emozioni in cui ragione e sentimento fanno all’amore.

Credo che i progetti siano dotati di vita propria,
allora cerco di fare cose che li aiutano a crescere indipendentemente da me.

Credo che la cultura dominante cerchi di far scomparire l’uomo come animale sociale,
allora cerco di fare cose che si richiamano anche ad Aristotele, Spinoza, Arendt, che questo fatto l’avevano ben chiaro.

Credo che la cultura dominante sia fondata sulla dimenticanza del limite,
allora cerco di fare cose che scavano il profondo abisso di progetti circoscritti.

Credo che il marketing abbia strutturato la mente delle persone come un comando televisivo, governato dallo zapping,
allora cerco di fare cose che esplorano a fondo una e una cosa sola.

Credo che sia tempo di capire che il marketing è la tecnica che guida lo sviluppo di tutte le altre tecniche,
allora cerco di fare cose per aiutare a pensare al di là della tecnica.

Credo che rimpiangere il bel tempo andato sia un modo per castrare il futuro,
allora cerco di fare cose che tengano insieme la nostalgia e lo sguardo al domani.

Credo che sia logico ai nostri giorni fingere di avere delle idee chiare in testa,
allora quando mi pongo una domanda mi concentro solo su quella come se fosse il tutto.

Credo che sia menzognero esibire la propria debolezza,
allora faccio cose a partire dall’oblio del bene e del male.

Credo che sia brutto inseguire la vastità del grande mondo,
allora scelgo un punto per scoprire l’abisso della sua profondità.

Credo che sia un’utopia tentare di comunicare con le persone,
allora faccio cose che scavano il senso a partire da me.

Credo che sia limitante partire dalle proprie idee,
allora faccio cose a partire dalle storie degli altri.

Credo che la qualità del Rinascimento mostri solo la miseria dell’uomo, il suo narcisismo,
allora faccio cose che inseguono l’ombra della complessità adorando Bach.

Credo che sia illogico affermare che non esiste la verità,
allora faccio cose che dimenticano la distinzione tra falso e vero.

Credo che sia ingiusto indicare alle persone l’aspetto meta-fisico degli oggetti,
allora faccio cose che indicano la concretezza dei loro corpi.

Credo di non essere come Awer, Kunos e Shineroyal
allora mi domando perché faccio cose che li assomigliano.

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