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Il Paradosso dell’Esistenza

Il Paradosso dell’Esistenza

Il Paradosso dell’Esistenza

Pitture di GAGUIK MARTIROSYAN 

presso galleria Magenta 52 dal 11/02/2003 – 08/03/2003

E’ una semplice domanda sullo stato di oscillazione dell’uomo, in continuo movimento tra due estremi; sul confronto dell’uomo con se stesso e il mondo che lo circonda, sulla presenza di differenti situazioni che non sono soggette alla legge del tempo e i legami che esse costruiscono.

MONOLOGO    Egli diceva: Vivi. Guarda gli alberi e rallegrati.
Guarda quale mistero racchiudono. Essi ti parlano con voce silenziosa.
Quale relazione naturale e armoniosa intrattengono queste creature meravigliose
con il mondo che le circonda. Non c’è conflitto in loro.

IL BILANCIERE     Il conflitto morale che è nato in lui lo priva di ogni riposo. Il sentimento di solitudine, di confusione e di angoscia lo tormentano. Egli oscilla come un bilanciere. E più questo conflitto penetra profondamente in lui, più egli oscilla da una estremità all’altra. Ogni colpo aumenta il suo conflitto. Egli si deve liberare, deve uscire da questa prigione – tunnel, alla cui costruzione egli ha inconsciamente contribuito.

LA PRESENZA   Egli diceva: Guarda l’albero. Questo corpo vivente dalla discreta presenza ti offre i suoi frutti. Quale quiete riempie tutto il tuo essere quando sei pervaso da questa meraviglia!

IL MELO   Questo melo, io l’ho visto in un giardino abbandonato. Egli era tutto ornato di piccole mele risplendenti. Io mi sono avvicinato ed egli mi ha accolto con lo stormire quasi impercettibile delle sue foglie. Questo corpo vivente, che la Terra nutriva, offriva modestamente i suoi piccoli frutti. Sfiorando uno dei suoi rami, una mela che era sospesa cadde nell’erba, che ne era cosparsa. Ebbi allora la sensazione che questo melo fosse come fuori dal nostro tempo, in un mondo suo, dove regnavano la tranquillità, il silenzio e dove non esisteva agitazione. Egli non aveva nessun luogo dove affrettarsi e niente da dimostrare. Egli non faceva che esistere e offrirci le sue piccole mele rosse e dolci; io ho allora prepotentemente sentito come era importante la sua presenza. Egli mi ha trasmesso la sua serenità.

Gaguik Martirosyan

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