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Vimercate 2004: un portale 35 artisti, nessuna gara

Vimercate 2004: un portale 35 artisti, nessuna gara

Vimercate 2004: un portale 35 artisti, nessuna gara

Giovedì 20 maggio 2004  ha avuto luogo l’INAUGURAZIONE della NUOVA SEDE di Galleria Magenta 52.
Per l’occasione è stata scoperta l’opera che decora la facciata principale dell’edificio.  Si tratta di un assieme  di circa 40 metri quadrati costituito da 35 formelle realizzate da altrettanti artisti italiani e stranieri.
 “Ascoltando le parole di Dario Maiocchi, i suoi progetti per il nuovo spazio, mi è subito venuta in mente la Firenze del 1401 : ovvero un’altra storia di portali.Ovvio, questa sarà una storia diversa, non fosse altro per il fatto che non è stato dato alcun tema da svolgere e che pertanto non ci sarà, tra le trentacinque, formella uguale all’altra,  né per formato né tanto meno per soggetto.E poi, diversamente che a Firenze seicento e più anni fa, qui non si farà nessun concorso.
Non ci saranno vincitori, insomma, e il portale sarà un grande puzzle, composto da trentacinque opere uniche. Eliminato ogni vincolo di assonanza logica e causale tra le singole formelle, unite unicamente per incastro, il portale si porrà come monumento al caos creativo, significativamente dedicato ad Antoni Gaudì e al suo genio barocco e visionario. Così, la città avrà qualcosa in più. Qualcosa di bello, inserito all’interno di un’area urbanistica già interessata dagli interventi architettonici di Mario Botta.
Alla base del progetto del portale c’è l’idea della potenzialità espressiva data dalla commistione e dalla contaminazione delle forme artistiche; l’unione tra pittura, scultura, architettura e arti applicate non è del resto nuova alla storia del Novecento. Basterebbe citare la didattica della Kunstgewerbeschule, la Scuola di Arti Applicate di Vienna da cui uscì Klimt, per esempio, o l’Art Nouveau, o la stagione del Bauhaus, passando per il movimento delle Arts and Crafts. O, per fare ancora un ultimo nome, Gaudì stesso.
Allo stesso modo l’avventura di Dario Maiocchi e dei suoi collaboratori è iniziata, sotto il nome Dima, nel settore dell’arredo e del design, là dove capita che si fondano arte e artigianato. Poi è venuta la Galleria Magenta 52, singolare nel panorama degli spazi espositivi milanesi, che ha proposto interessanti mostre al di fuori dei circuiti ufficiali.
Ora la galleria si sposta, raggiunge la “sorella” Dima, che a Vimercate è nata. Insieme e vicine, ma distinte – un po’ come le formelle del portale – si propongono e propongono, nel segno della continuità e dell’osmosi tra i vari aspetti e nomi dell’arte.
Del periodo milanese resterà il nome. In fondo, Magenta 52 non è mai stato solo un indirizzo, è diventato subito un marchio preciso, e ora sarà sinonimo di continuità e di riconoscibilità.
Della provincia, ci saranno la vitalità e la ricettività di un’amministrazione attenta e curiosa nei confronti delle proposte culturali. E poi, spazi ampi che offrono la possibilità di moltiplicare i campi d’azione.
Non ci saranno solo mostre, allora, nella nuova Magenta 52, ma reading, workshop, stage, performance e oddio quanta esterofilia… degustazioni, corsi, seminari, per dirla un po’ più all’italiana.
In fondo, il nuovo spazio è una pagina bianca, e le storie che ci si possono scrivere sopra sono ancora infinite.”
Cinzia Bollino Bossi
L’inizio dell’attività della Galleria nella nuova sede coincide con l’INAUGURAZIONE della MOSTRA COLLETTIVA:

Firenze 1401: un portale due artisti, una gara

Vimercate 2004: un portale, 35 artisti, nessuna gara

in cui  sono esposte opere dei 35 artisti che hanno realizzato l’assieme. Il titolo ricorda come 603 anni fa, a Firenze, Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi parteciparono con una formella di identico soggetto al concorso per la porta del battistero. A Vimercate c’è un nuovo portale, ci sono di nuovo artisti – 35 – con altrettante formelle. Ma questo non è un concorso: è un progetto collettivo nel quale tutti quanti  hanno partecipato  hanno lavorato in perfetta autonomia di scelte sia dei materiali che dei soggetti.
Il risultato finale è un monumento alla creatività individuale che, avendo come unico filo conduttore la libertà di espressione, vuole costituire il manifesto d’intenti della Galleria.

alcuni scatti fotografici della mostra

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